Una mancanza di 431 medici di famiglia ha un impatto negativo notevole in ambito sanitario. Il problema spaventa anche perché le previsioni sono pessime.
In due anni la carenza di medici di base è aumentata del 50%. Un dato impressionante che diventa ancora più drammatico considerando che i giovani non ambiscono a svolgere questa professione. Chi curerà le famiglie?

La figura del medico di famiglia è fondamentale nel panorama sanitario. Il dottore di base è il primo contatto verso una diagnosi quando si avverte un problema di salute. Fornisce le cure in caso di problemi risolvibili facilmente oppure indirizza verso uno specialista in caso di patologie più gravi. Ogni medico di famiglia può avere fino a 1.500 assistiti – in alcuni casi eccezionali si può arrivare fino a 1.800 – e ogni cittadino ha diritto all’assistenza da parte di un medico di medicina generale.
Oggi in Italia mancano più di 5.500 medici di base e sempre più persone faticano a trovare un referente vicino alla propria residenza. Il problema è che non c’è un ricambio generazionale. Ci sono migliaia di pensionamenti e pochi giovani desiderosi di intraprendere questa professione. In più la popolazione italiana è sempre più anziana e quindi aumenta il bisogno di assistenza medica. Si deve incrementare velocemente il numero dei dottori di medicina generale o si andrà incontro ad un grave problema. Succede in Italia e in particolare nella Regione Piemonte.
Scatta l’allarme in Piemonte per la carenza di medici di famiglia
In Piemonte il massimale di 1.500 assistiti viene superato dal 54,1% del totale dei medici di famiglia mentre il numero medio di assistiti è di 1.392 per ogni dottore. Secondo questi dati mancherebbero, dunque, 431 professionisti per arrivare al rapporto ottimale di 1.200 assistiti per ogni medico. Una carenza che in due anni è aumentata del 50% a causa del disinteresse dei giovani verso questa specializzazione. Al concorso nazionale del 2024 il numero dei partecipanti per la Regione Piemonte è stato inferiore ai posti disponibili, solo 41 candidati (-24% contro il -15% di media italiana).

I laureati in medicina preferiscono intraprendere altri percorsi piuttosto che una carriera a disposizione delle famiglie. C’è di più, chi decide di provare a diventare medico di famiglia spesso non riesce a portare a termine il corso (20% dei laureati). Davanti ad una stima di oltre 7 mila medici che entro il 2027 andranno in pensione si capisce come la situazione sia preoccupante. Il carico di lavoro sarà sempre più elevato per i pochi medici di famiglia a disposizione mentre i cittadini andranno incontro a disagi e rischi per la salute non avendo un dottore vicino casa o non riuscendo a ricevere l’attenzione desiderata. Urge una riforma radicale non solo per il Piemonte ma per tutta l’Italia.