Se stai prendendo queste medicine rinuncia al caffè: metti a rischio la salute

Il caffè può ridurre l’assorbimento delle medicine. Vediamo quando è meglio non combinare la bevanda con i farmaci per ritornare in salute.

Capiamo che per tante persone il solo pensiero di rinunciare al caffè è inaccettabile ma in alcune circostanze è il male minore. Pochi giorni di astinenza per poi tornare a bere la bevanda preferita dopo la guarigione.

Donna con indice alzato, caffè e medicine
Se stai prendendo queste medicine rinuncia al caffè: metti a rischio la salute (Icnews.it)

Bere una o due tazzine di caffè al giorno è un’abitudine di milioni di italiani. La mattina e dopo pranzo i momenti preferiti per approfittare della spinta che viene data dalla caffeina. La funzione energizzante dà la carica per affrontare la giornata e rinunciarvi significherebbe in molti casi trascorrere le ore con una sensazione di sonnolenza e stanchezza apparentemente insuperabili.

Nessuna controindicazione nel bere il caffè – sempre con moderazione – a meno che non si stiano assumendo farmaci particolari. La caffeina, infatti, può influire sui trattamenti rendendoli meno efficaci e, di conseguenza, allontanando il momento della guarigione. Allo stesso modo del caffè andrebbero tolte tutte le bevande contenenti caffeina come tè, cola, guaranà. Questo perché il composto chimico noto come caffeina influenza tante reazioni biologiche dell’uomo. In alcuni casi si tratta di interazioni positive, in altre negative.

Quali farmaci perdono efficacia con la caffeina

Devono rinunciare al caffè le persone che soffrono di ipotiroidismo e che assumono medicinali per riequilibrare i livelli ormonali. La caffeina, infatti, riduce l’assorbimento di questi farmaci. Stesso discorso per i farmaci volti a rallentare e controllare il battito cardiaco se si soffre di ipertiroidismo. Niente caffè con i medicinali assunti per l’Alzheimer dato che rende difficile oltrepassare la barriera ematoencefalica. Da evitate in associazione agli anti-depressivi aumentando gli effetti collaterali come insonnia e palpitazioni e anche insieme ai farmaci per l’osteoporosi visto che la caffeina ne dimezza gli effetti.

Mettere pasticche sulla mano
Quali farmaci perdono efficacia con la caffeina (Icnews.it)

Pessima combinazione caffè e medicinali per il reflusso. La caffeina neutralizza l’effetto delle pasticche e, in più, aumenta l’irritazione gastrica e l’acidità. In generale, poi, i farmaci anti-infiammatori non steroidei – i FANS – aumentano il rischio di lesioni gastriche se assunti continuando a bere caffè. Nessun problema di interazione, invece, con gli antibiotici (tranne quelli con eccipienti ciprofloxacina e azitromicina) e la tachipirina a meno che non si assuma il farmaco a lungo e a dosi elevate. Da evitare di bere caffè con l’assunzione di anticoagulanti quando si hanno problemi a livello del sistema cardio-circolatorio e bisogna stare attenti anche in caso di problemi di incontinenza urinaria o di assunzione dei contraccettivi orali. Conviene sempre parlare con il medico soprattutto se si hanno altre patologie.

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