Tumore al seno, la statistica fa paura: tieni alta la guardia, prevenire è davvero fondamentale

Una statistica legata al tumore al seno non può che mettere paura, è anche per questo che la prevenzione resta fondamentale.

La medicina negli ultimi ha fatto passi importanti, rendendo guaribili malattie che prima non lo erano e che facevano paura semplicemente quando si sentivano nominare. Per far sì che questo sia possibile resta però determinante la prevenzione, non ci si dovrebbe quindi mai trincerare dietro la paura, ma sottoporsi periodicamente a controlli che possano permettere di individuare qualcosa quando è ancora in fase iniziale.

donna con maglietta bianca con fiocco rosa e segnale di pericolo
Tumore al seno, gli ultimi dati mettono paura – Icnews.it

Si tratta di una teoria valida a livello generale, ma a maggior ragione nel caso del tumore al seno, che resta la neoplasia che maggiormente colpisce la popolazione femminile. Certamente chi ha un parente che ha già contratto questo tipo di cancro può essere maggiormente esposto, ma sarebbe importante che tutte le donne siano scrupolose ed eseguano almeno un’ecografia o una mammografia all’anno. Mai inoltre sottovalutare eventuali segnali che possono metterci in allarme, ma parlarne subito con il medico. Agire in maniera tempestiva può essere determinante, lo dimostra una statistica che non possiamo trascurare.

Tumore al seno e i dati che preoccupano: cosa fare

Ma quale sarebbe questa statistica relativa al tumore al seno che dovrebbe necessariamente metterci in allarme? Il riferimento è a una vera impennata del numero di casi, come evidenziato da un nuovo studio dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Il dato emerge analizzando le informazioni di GLOBOCAN (database dell’OMS sui tumori nel mondo) relativi a 185 Paesi.

Ogni minuto, in tutto il mondo, a quattro donne viene diagnosticato un cancro al seno e una donna muore a causa di questa malattia, e queste statistiche stanno peggiorando” – sono le parole della dott.ssa Joanne Kim, una delle autrici del rapporto. Anche in Italia non possiamo non tenere presente tutto questo: solo nel 2024 sono stati diagnosticati 53.686 nuovi casi (quota uomini compresa), mentre per l’OMS sono più di 2,3 milioni le persone nel mondo che contraggono ogni anno la malattia e 670.000 i decessi.

donna malata tumore al seno
Si registra un’impennata di casi di tumore al seno -Icnews.it

A livello generale si nota però come i tassi di incidenza del tumore al seno più elevati siano stati registrati in Australia e Nuova Zelanda, seguiti dal Nord America e Nord Europa, quelli più bassi in Asia centro-meridionale, Africa centrale e Africa orientale. Per quanto riguarda la mortalità, invece, questa è maggiore nei Paesi in via di Sviluppo, dove alcune pratiche mediche sembrano essee spesso precluse. In ambito globale, la maggior parte dei casi e dei decessi per cancro al seno si verificano in donne di età pari o superiore a 50 anni, che rappresentano Il 71 per cento dei nuovi casi e il 79 per cento dei decessi

E’ anche per questo che è importante tenere presenti quali sono i segnali che possano meritare un approfondimento in tempi brevi, così da capire se si abbia contratto la malattia. Tra questi possiamo indicare:

  • alterazioni nelle dimensioni e nella forma del capezzolo;
  • perdita di liquido dal capezzolo;
  • cambiamento nelle dimensioni, nella forma o nell’aspetto della mammella;
  • variazione dell’aspetto della pelle del seno: presenza di fossette, pelle a buccia d’arancia, desquamazioni o arrossamenti nella zona intorno al capezzolo.

Il Ministero nelle sue linee guida una mammografia ogni 2 anni, dai 50 ai 69 anni di età, ma il medico specialista può richiedere controlli più frequenti e anche prima dei 40 anni, oppure altri esami come l’ecografia, se dovesse esserci concomitanza di più fattori di rischio.

donna mammografia
La prevenzione per il tumore al seno è fondamentale – cnews,it

In quest’ultima categoria rientrano:

  • precedenti tumori al seno, anche benigni:
  • esposizione alla radioterapia al torace entro i 30 anni;
  • assunzione di farmaci a base di estrogeni o progesterone;
  • prima gravidanza dopo i 30 anni, non avere mai portato a termine una gravidanza e non aver allattato al seno;
  • consumo eccessivo di alcol;
  • obesità e sovrappeso;
  • età over 60;
  • prima gravidanza dopo i 30 anni, non avere mai portato a termine una gravidanza e non aver allattato al seno;
  • familiarità: casi di tumore al seno in familiari stretti (madre, nonna, sorella) e presenza di alcune mutazioni genetiche predisponenti (le più note sono quelle a carico dei geni Brca1 e Brca2.

 

Gestione cookie