La gaffe di Alessandro Borghese a 4 Ristoranti non passa inosservata e anzi diventa pretesto per reazioni rabbiose ed eccessive sui social: cosa ha detto il conduttore-chef e cosa sta succedendo.
Capita anche ai migliori di sbagliare, ma di rado quando a commettere un errore è qualcuno di noto si lascia correre. Lo sanno bene tutti i componenti del mondo dello spettacolo, i quali sono consapevoli che la minima sbavatura o una gaffe anche insignificante può generare un vespaio di polemiche e critiche, spesso anche esagerate.

Durante esibizioni dal vivo, quando non ci sono i tagli di montaggio a salvare la faccia (anche se da anni Striscia o la Giallappa reperiscono i filmati tagliati mettendo alla berlina comunque i protagonisti della tv), è messo nel conto che si possa commettere un errore o fare uno scivolone, tanto che il primo consiglio da seguire per qualcuno che fa spettacolo è continuare ad andare avanti senza farsi condizionare.
Vale anche per i cantanti, i quali si accorgono come gli spettatori della stecca ma non possono certo fermarsi e farsi prendere dal panico. Lo show deve andare avanti e l’errore perdersi del mezzo di un contiuum che lo faccia dimenticare. Cosa difficile di certo di questi tempi in cui grazie al web è possibile caricare e ricaricare spezzoni contenenti proprio lo spezzone incriminato.
L’errore di Alessandro Borghese non passa inosservato sui social: “Sei da denuncia”
Nelle ultime ore al centro delle polemiche social c’è finito Alessandro Borghese per una frase pronunciata durante una puntata di 4 Ristoranti girata a Pisa. Il conduttore del programma ha infatti esordito presentando in questo modo la città toscana: “Pisa è cultura, è storia, è sapore. Le sue tradizioni di cucina sono un mix perfetto di passato e presente: la torta co’ bischeri, il caciucco pisano, il cinghiale, la trippa”.

Parole che per molti non sollevano alcuna reazione, ma che per chi abita in Toscana risultano inesatte e per alcuni spinti da spirito campanilistico suonano come un’offesa. Infatti sui social i commenti astiosi e polemici non sono mancati, a partire da chi con garbo ha fatto presente che il caciucco non è esattamente un piatto identificativo di Pisa: “Pisa ha tante cose che la rendono celebre (dall’aeroporto all’università, oltre a una storia millenaria), ma almeno il caciucco lasciamolo a Livorno e Viareggio”.
C’è anche chi rivendica con maggiore vigore la paternità del prelibato piatto: “Il caciucco è uno solo, buonissimo, ed è LIVORNESE!”, e chi, anche se pisano, ammette che la paternità di questa pietanza è da collocare altrove: “Il caciucco è livornese, noi pisani sappiamo fare altro”, ma anche chi esagera commentando “Sei da denuncia!”.