L’Oms sembra sempre più decisa a combattere il consumo di alcol a ogni costo anche nel nostro paese, a partire dal vino.
Anche chi avesse sentito parlare poco dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ricorderà che era l’organismo ad aver dettato le linee guida durante la pandemia. Si tratta di un istituto specializzato nella gestione delle questioni legate all’aspetto medico-sanitario di tutti i paesi membri dell’ONU. Ma prima di tutto cura la prevenzione dei rischi per la salute.

L’Oms svolge infatti un’azione costante di monitoraggio a livello della popolazione per individuare le malattie più diffuse e pericolose. Al momento uno dei suoi focus principali è la prevenzione contro le forme più comuni di cancro, dato che i casi stanno aumentano in maniera preoccupante in Europa. Uno scenario che spinge a prendere dei provvedimenti prima possibile.
Tra le cause delle morti premature dovuta alla comparsa di tumori l’Oms ha individuato il consumo di bevande alcoliche. In particolare l’alcol risulta correlato a due neoplasie comuni, il che sta portando a una politica sempre più restrittiva verso la vendita di vini e liquori. Viene da chiedersi allora se presto non diventerà un’impresa acquistarli, se non addirittura illegale.
I nuovi limiti sulle bottiglie di vino
Per il momento sembra che non ci saranno decisioni drastiche come ritirare gli alcolici dal mercato, ma presto entreranno in vigore delle nuove regole. Come già è previsto per i pacchetti di sigarette l’Oms sostiene la necessità di mettere delle avvertenze sulle etichette delle bevande alcoliche. Queste dovranno precisare la correlazione fra consumo di alcol e rischio di cancro.

Sui pacchetti di sigarette vediamo da decenni le diciture “Il fumo uccide” o “Il fumo provoca il cancro alla gola”. Le avvertenze da mettere sulle etichette delle bottiglie di vino saranno simili, e dovranno risultare ben visibili ai consumatori. Il fine è quello di diffondere consapevolezza sui rischi legati al consumo di alcol, che secondo l’Oms per il momento rimane carente.
Oltre alla scritta l’istituto suggerisce di associare all’avvertimento delle immagini dal forte impatto. Il principio da seguire è che più il pubblico risulta consapevole maggiore sarà la sua capacità di fare delle scelte ponderate. Un suggerimento che tre paesi europei, tra cui l’Irlanda, hanno già colto, ma che suscita perplessità se non indignazione nel nostro paese.
Alcuni produttori vinicoli italiani infatti temono l’impatto che queste richieste potrebbero avere sulla loro attività. Al loro fianco si schierano anche il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, e il ministro Lollobrigida, pronti a tutelare il settore a ogni costo.