Combo Partita IVA e lavoro dipendente: il trucco per non pagare più i contributi nel 2025

In alcune condizioni, se il lavoratore dipendente apre la Partita Iva può non pagare i contributi nel 2025.

Da anni vi è un bivio che divide il mondo del lavoro: i contratti subordinati, nonché quelli in Partita Iva. Si tratta di due condizioni ben diverse, perché nel primo caso – ossia quello del dipendente – è il datore di lavoro a pagare quest’ultimo; mentre nella casistica del lavoratore in Partita Iva, il lavoratore si guadagna lavoro mediante clienti (B2C) o aziende (B2B), ma comunque con rapporti di collaborazione.

Logo INPS e banconote euro
Combo Partita IVA e lavoro dipendente: il trucco per non pagare più i contributi nel 2025 – icnews.it

Il primo deve sottostare agli orari di lavoro indicati nel contratto, ma può usufruire di ferie retribuite; il libero professionista può lavorare quanto vuole, ma se non produce non guadagna. Insomma, ogni condizione ha i suoi pro e contro, ma una cosa che accomuna entrambi sono le tasse e i famigerati contributi.

 

Ebbene sì, che le paghiamo noi di tasca nostra o a pagarli è il datore di lavoro dal lordo dello stipendio, questi fondi che servono per maturare la pensione vanno versati allo Stato, e anche con una certa insistenza da parte di quest’ultimo. Ma se non volessi andare in pensione? No, bisogna pagarli, anche se si lavora fino ai 90 anni. Però, c’è un però. Se un lavoratore dipendente apre la Partita Iva, potrebbe non doverli versare (e andare comunque in pensione, intendiamoci).

Quando un lavoratore che apre la Partita Iva non paga i contributi

Ad oggi, l’unico caso in cui puoi non pagare i contributi in Partita Iva è se hai una ditta individuale e lavori come dipendente a tempo pieno. Indipendentemente dal tuo regime fiscale, se hai aperto Partita Iva come artigiano o commerciante (basta avere un e-commerce online) e in contemporanea sei un lavoratore dipendente a tempo pieno, puoi non pagare i contributi INPS, poiché già versati dal tuo datore di lavoro.

Ragazza imprenditrice con murales con scritta "idea" e un razzo
Quando un lavoratore che apre la Partita Iva non paga i contributi – icnews.it

Quindi sì, i contributi continuerai a pagarli, ma non di certo doppi. Basti pensare a chi apre un’attività online per arrotondare o con la speranza di farne la sua occupazione principale in futuro.

Per accedere a questa agevolazione, è necessario indicare, durante la registrazione della Partita Iva, che non intendi iscriverti alla gestione artigiani o commercianti INPS. È fondamentale non perdere di vista le scadenze e le pratiche burocratiche, altrimenti si rischia di vanificare il proprio piano.

Se, invece, sei già in possesso della Partita Iva e successivamente vieni assunto a tempo pieno, dovrai fare una richiesta all’INPS specificando la tua nuova situazione lavorativa. A partire dal momento in cui non lavori più come dipendente full time, sarà necessario comunicare la cessazione del rapporto di lavoro all’INPS per regolarizzare i contributi. È tutto un gioco di tempistiche e burocrazia, ma sapere di avere la possibilità di alleggerire il proprio carico fiscale è già un bel passo avanti.

Inoltre, non dimentichiamo che chi apre una Partita Iva come artigiano o commerciante nel 2025 e non ha un contratto da lavoratore dipendente full-time, la Legge n. 207 del 2024, articolo 1, comma 186, introduce una riduzione del 50% sui contributi previdenziali per i primi 3 anni.

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