“Mi mostri il suo WhatsApp”, terrore al posto di blocco: multe fino a 1.400 euro e punti tolti dalla patente

Ad un posto di blocco le Autorità possono chiedere al conducente del mezzo di mostrare WhatsApp. Un rifiuto non è ammissibile.

C’è una novità sulle strade italiane che unisce in un concetto due elementi che mai si pensava potessero essere associati, il posto di blocco e l’app di messaggistica più utilizzata in Italia, WhatsApp.

Ragazza spaventata in macchina
“Mi mostri il suo WhatsApp”, terrore al posto di blocco: multe fino a 1,400 euro e punti tolti dalla patente (Icnews.it)

Il nuovo Codice della Strada introdotto il 14 dicembre 2024 viene esaltato da Matteo Salvini. In due mesi i dati raccolti dalla Polizia Stradale e dai Carabinieri attestano 700 incidenti in meno, 750 feriti in meno e 55 morti in meno rispetto all’anno scorso. Stime incoraggianti secondo il Ministro che sottolineano un calo di incidentalità rispetto lo stesso periodo dell’anno precedente. In generale i sinistri complessivi sono diminuiti del 6%, gli incidenti mortali del 22,1%, il numero delle vittime del 24,2% mentre quello dei feriti dell’11,6%.

Infine, gli incidenti con lesioni si sono ridotti del 9,8%. Parallelamente sono state intensificate le attività di controllo sulle strade come deterrente per gli automobilisti che tendono ad eludere le regole. In due mesi si sono registrate oltre 2.200 sanzioni per guida in stato di ebbrezza e 35.223 violazioni per eccesso di velocità. Per garantire ancora più sicurezza sulle strade è stata introdotta anche una nuova regola.

Il controllo di WhatsApp al posto di blocco

Tutti usiamo WhatsApp per messaggiare durante la giornata. L’app è il mezzo per tenersi costantemente in contatto con colleghi, amici, familiari. Proprio per questo motivo ora le Forze dell’Ordine potranno controllare l’applicazione dopo aver chiesto patente e libretto ad un posto di blocco. Le pattuglie sono da pochi giorni autorizzate a chiedere di effettuare questo controllo e l’automobilista non potrà rifiutarsi. Non vige, infatti, alcuna violazione della privacy se viene cercato un possibile reato commesso dal guidatore. Ma di quale regola infranta stiamo parlando?

Smartphone e app
Il controllo di WhatsApp al posto di blocco (Icnews.it)

Le Forze dell’Ordine possono controllare se sono presenti delle chat che segnalano posti di blocco, autovelox, tutor, telelaser. Queste sono illegali e chi ne fa parte rischia un’accusa di reato di interruzione di pubblico servizio. La novità è stata introdotta in seguito alle denunce che diversi agenti di Polizia hanno sporto nei confronti dei partecipanti ai gruppi dopo il sequestro dei dispositivi in seguito ad incidenti stradali. Se attestata la violazione dell’articolo 45 comma 9-bis del Codice della Strada si dovrà pagare una multa da 825 e 3.305 euro.

Inutile negare l’accesso a WhatsApp anche perché ricordiamo che le Autorità hanno accesso da remoto agli smartphone agganciando telecamere dislocate nel territorio e affidandosi all’Intelligenza Artificiale. Le multe in caso di riscontro di violazioni possono superare i 1.400 euro. In più ci sarebbero decurtazioni dei punti e possibili sospensioni della patente.

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