Nuovo tentativo di phishing, l’oggetto dell’e-mail è una convocazione giudiziaria per un’accusa molto grave. Come riconoscere la truffa ed evitarla?
I malintenzionati sfruttano le paure delle persone per spingerle ad agire imprudentemente cliccando su link o scaricando allegati. Si chiamano attacchi phishing se arrivano via mail o smishing se inviati tramite messaggi sul cellulare.

I criminali informatici sanno come agire per rubare i soldi o i dati sensibili dei cittadini. Inviano comunicazione che sembrano realmente avere come mittente Poste Italiane, la banca, l’Agenzia delle Entrate o addirittura la Polizia di Stato. Il contenuto del messaggio è ideato per spaventare l’utente e spingerlo a seguire le istruzioni riportate nel testo. In alcuni casi si tratta del conto corrente bloccato, in altri di un pagamento non andato a buon fine e in altri ancora di un’accusa di pedofilia.
Proprio questo grave reato è protagonista dell’ultima truffa in circolazione. Un ennesimo tentativo di phishing che mira ad estorcere denaro ai malcapitati che credono di essere realmente contattati dalle Autorità. La firma del messaggio, d’altronde, è quella del Capo della Polizia – naturalmente falsa – ma il cittadino spaventato dalla pesante accusa difficilmente ci farà caso soprattutto se anziano o ignaro di questi raggiri.
E-mail con accuse di reato di pornografia: attenzione!
Esistono diverse varianti dello stesso attacco informatico. Più o meno tutte le e-mail avvisano di un sequestro informatico di Cyber Infiltrazione autorizzato per pornografia, pedofilia, esibizionismo e simili e di aver avviato procedimenti giudiziari a carico del destinatario. In alcuni casi l’accusa è di aver visionato video di carattere pornografico compresi video con persone sotto i 18 anni.

Molte e-mail contengono anche un allegato con importanti informazioni sulla convocazione giudiziaria che altro non si tratta di virus o di un modo per procedere con il raggiro. I malintenzionati invitano a scaricare questo allegato e ad inviare una e-mail ad un certo indirizzo con le giustificazioni del proprio operato. E danno un termine per procedere, poche ore (al massimo 72) per impedire che la convocazione giudiziaria prosegua oppure che si arrivi all’arresto nonché all’iscrizione nazionale dei sex offenders con trasmissione del fascicolo ai media.
Tante parole per spaventare l’ignara vittima che agendo come indicato si troverà con la richiesta di ingenti somme di denaro per evitare conseguenze. Polizia e Carabinieri avvisano, non rispondete mai a queste e-mail, non aprite né scaricate allegati. Le Autorità, infatti, non contattano mai i cittadini tramite posta elettronica o sms soprattutto quando si tratta di accuse gravi né chiedono soldi o minacciano ripercussioni.