Un comune frutto ormai definito “salvavita” dalla comunità medico-scientifica: il suo consumo fa la differenza sul progredire del tumore.
Le innovazioni ci hanno aiutato a contrastare problematiche e patologie che un tempo apparivano come insormontabili. Al contempo, la comunità medico-scientifica internazionale non ha mai smesso di volgere la sua attenzione sull’alimentazione e sulla possibilità di prevenire alcune malattie tramite il consumo di determinati ingredienti.

Tra questi figura, in particolare, un frutto autunnale molto amato. Viene generalmente associato alle sue proprietà benefiche per il sistema digestivo, dimenticando di analizzare molte altre peculiarità riconosciute proprio dagli esperti. Per questo motivo è stato definito “frutto salvavita”.
Il frutto salvavita per eccellenza
Originario della Cina, il caco è un frutto ricco di calorie e dunque importante per favorire il corretto funzionamento energetico dell’organismo. È inoltre diuretico ed epatoprotettivo (alleato del fegato). Tra gli innumerevoli sali minerali in esso contenuti troviamo il potassio e diversi zuccheri naturali. Perfetto dunque per gli sportivi e per i bambini, soprattutto in caso di spossatezza e/o inappetenza. Con il maturare del frutto diminuisce la presenza di tannini (dai quali deriva la sensazione “allappante”) ed aumenta il quantitativo di vitamina C.

La presenza del beta-carotene, lo rende potenzialmente utile per contrastare l’insorgere di malattie cardiovascolari. Può essere per altro consumato per ristabilire la flora intestinale, soprattutto laddove abbiate assunto di recente farmaci particolarmente invasivi o cure antibiotiche aggressive. Ingerito acerbo ha la capacità persino di fermare le emorragie. I suoi principi attivi proteggono – oltre al fegato, prima citato – la milza, il pancreas, lo stomaco e l’intestino tenue. Consigliato inoltre laddove soffriate di astenia (debolezza fisica generale).
È controindicato in caso di obesità e diabete, in quanto – come specificato – contiene moltissimi zuccheri. Per concludere, nel caso in cui soffriate di stipsi, è consigliato consumare un caco maturo a colazione, a stomaco vuoto, privato di buccia e semi. Tra le curiosità associate a questo frutto meraviglioso, non possiamo non citare il suo utilizzo in Giappone per la preparazione di alcuni vini e del saké. Non è però finita qui.
È scientificamente provato l’effetto positivo degli acidi tannici contenuti nei cachi nel trattamento dei casi di leucemia e per questo la comunità medico-scientifica ha iniziato una serie di ricerche, volte a verificare il suo potenziale contrasto degli effetti collaterali della chemioterapia, ma anche delle intossicazioni derivate dai prodotti chimici e persino l’influenza che questo possa esercitare su traumi fisici e/o psicologici.