Muoversi nel sonno potrebbe essere la sentinella di una sindrome silenziosa o l’inizio di un disturbo da non sottovalutare.
Svegliarsi la mattina e trovarsi le lenzuola tutte arricciate è una situazione comune, e chi dorme con voi sa bene il motivo di quel caos. Muoversi nel sonno, in effetti, è una reazione involontaria, che può portare chi è con noi a rimanere letteralmente schiacciato dalla nostra attività notturna o, al contrario, potremmo esserne consapevoli a causa di tutte le volte che cadiamo dal letto o ci troviamo in posizioni tutto fuorché quelle in cui ci siamo addormentati.

In realtà, questo comportamento rientra nella normalità, ma entro certi limiti. Quindi sì, girarsi, muovere mani e gambe sono azioni nella norma, e questo serve ad evitare l’intorpidimento muscolare, adottando, di volta in volta, posizioni comode. Ma quando questi spostamenti diventano frequenti e violenti, a meno che non si stia sognando di partecipare a una gara di ballo, possono indicare un problema di salute o una patologia.
Muoversi durante la notte: quando il corpo lancia segnali da non ignorare
Non si tratta solamente di un comportamento scomodo per chi ci sta accanto, alcuni disturbi del sonno sono legati a problemi più seri. A darne prova è stato uno studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association, che ha rilevato che un sonno agitato può aumentare il rischio di problemi cardiovascolari.

I ricercatori giapponesi hanno seguito per tre anni 452 volontari e scoperto che chi si muoveva eccessivamente di notte aveva maggiori probabilità di sviluppare disturbi cardiaci. La causa potrebbe dipendere da un malfunzionamento del sistema nervoso autonomo, che regola pressione e battito cardiaco.
Ma perché capita di muoversi in maniera eccessiva durante il sonno? In pochi lo sanno, ma esiste la sindrome delle gambe senza riposo, caratterizzata da un’irrefrenabile necessità di muovere gli arti inferiori, spesso accompagnata da formicolio o disagio. Questa condizione si manifesta soprattutto a riposo e può – tra le altre cose – compromettere il sonno. Chi ne soffre descrive la sensazione come una sorta di irritazione o una tensione che peggiora nelle ore serali e notturne.
Come se ciò non bastasse, movimenti incontrollati nella fase REM potrebbero essere un segnale precoce di morbo di Parkinson. Oltre a muovere gli arti come si farebbe da svegli, alcuni pazienti iniziano a ‘recitare’ i propri sogni in modo inconsapevole. Questi episodi possono precedere di anni i sintomi tipici della malattia e, dunque, sono un indizio prezioso per una diagnosi precoce.
Per migliorare la qualità del sonno, è utile adottare una routine rilassante serale ed evitare schermi e stimoli intensi prima di coricarsi. E ancora, meglio utilizzare un materasso e cuscino adeguati, temperatura intorno ai 18°C e una camera tranquilla per favorire il riposo. Il cibo? Alcol, caffeina e carenze di minerali come ferro e magnesio possono peggiorare il problema. Infine, l’attività fisica aiuta, ma meglio evitare allenamenti intensi in tarda serata.