Rimborsi 730 bloccati: questi lavoratori non riceveranno nulla nel 2025, ma ancora non lo sanno

Il 2025 segna l’inizio dei rimborsi bloccati: chi si troverà una brutta sorpresa dopo aver presentato la dichiarazione dei redditi.

Le detrazioni fiscali cambiano spesso, e quest’anno non fa eccezione. Alcuni bonus vengono confermati, altri subiscono modifiche e, come sempre, bisogna fare attenzione ai dettagli per non perdere agevolazioni utili.

Banconote euro con sopra una catena e lucchetto
Rimborsi 730 bloccati: questi lavoratori non riceveranno nulla nel 2025, ma ancora non lo sanno – icnews.it

Tuttavia, quello che colpisce maggiormente quest’anno non è il fatto che non si possono più detrarre le spese per i figli con più di 30 anni non disabili. Nemmeno che per i contribuenti con un reddito complessivo superiore a 50.000 euro, è prevista una riduzione di 260 euro sulle detrazioni spettanti (escluse quelle sanitarie).

No, il problema di quest’anno – almeno, quello più significativo – è che alcuni potranno detrarre tutto ciò che gli spetta di diritto, ma non per questo riceveranno i loro soldi.

Dichiarazione dei redditi: a chi verrà bloccato il rimborso

Le cattive sorprese per i contribuenti non mancano mai, e il 2025 segna una svolta nei rimborsi fiscali. Chi ha debiti con il fisco rischia di non vedere nemmeno un euro, anche se ha diritto al rimborso. Il motivo? Il decreto Riscossione, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 agosto 2024, che cambia le regole del gioco e, con esse, le modalità di compensazione tra crediti e debiti fiscali.

Fino a oggi, chi aveva un debito con il fisco poteva scegliere se compensarlo con il rimborso spettante o ricevere comunque la somma dovuta. Ora, invece, chi ha debiti iscritti a ruolo non potrà più rifiutare la compensazione: l’Agenzia delle Entrate tratterrà automaticamente i soldi fino al saldo del debito.

Modello 730 e banconote euro
Dichiarazione dei redditi: a chi verrà bloccato il rimborso – icnews.it

Il decreto 110/2024 ha modificato l’articolo 28-ter del Dpr 602/1973, rendendo obbligatoria la verifica della posizione fiscale prima di erogare qualsiasi rimborso. In pratica, se il contribuente ha cartelle esattoriali o avvisi di pagamento non saldati, il rimborso non viene più erogato, ma resta nelle mani dell’agente della riscossione fino al 31 dicembre dell’anno successivo. Questo per dare tempo di avviare le procedure di recupero forzato.

C’è però un dettaglio importante: la compensazione forzata scatta solo per rimborsi superiori a 500 euro e per debiti che superano i 1.500 euro. Ma, visto che il decreto attuativo non è ancora stato pubblicato, al momento si applicano ancora le vecchie soglie. In buona sostanza, basta un debito di 60 euro per vedersi bloccato il rimborso.

Quando arriveranno (se arriveranno) i rimborsi

Chi non ha pendenze con il fisco riceverà il rimborso nei tempi previsti, mentre chi ha debiti dovrà fare i conti con la nuova norma. Il problema è che, finché il decreto attuativo non entrerà in vigore, il blocco dei rimborsi rischia di colpire anche chi ha debiti minimi. E considerando i tempi della burocrazia, potrebbe volerci più del previsto.

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