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Lavoro e Fisco

Pausa caffè o sigaretta al lavoro, quante nei puoi fare? Il tuo capo può impedirti di farla? La legge chiarisce tutto

Tutti sono abituati a fare la pausa caffè o sigaretta al lavoro, ma c’è un numero di queste che non è possibile superare? Può arrivare il divieto dal capo? La legge parla chiaro.

Ogni impiego può essere impegnativo, sia quelli che richiedono prettamente uno sforzo fisico, sia quelli che sono soprattutto “mentali”, come chi si trova in uffici, per questo è naturale sentirsi affaticati quando si arriva a fine giornata. Non è ovviamente pensabile proseguire in modo ininterrotto per tutta la giornata se davvero si vuole avere un buon rendimento, per questo è naturale prendersi una pausa caffè o sigaretta al lavoro, così da staccare almeno per qualche minuto e poi tornare a occuparsi del proprio compito.

Ognuno di noi tende ad assentarsi per la pausa caffè o sigaretta al lavoro – Icnews.it

In genere si tende a prenderne almeno una la mattina e una al pomeriggio (a meno che non si abbiano orari differenti), ma c’è anche chi tende ad approfittare di questa possibilità e ne fa anche più di una, incurante di agire in maniera differente rispetto ai colleghi. Se si vuole creare un ambiente sereno è però fondamentale che tutti agiscano allo stesso modo, per questo si deve sapere cosa dice la legge a riguardo per evitare fraintendimenti e discussioni.

Pausa caffè o sigaretta al lavoro: cosa dice la legge? Diritti e doveri del lavoratore

Ogni lavoratore ha diritti e doveri che deve rispettare, al di là di quanto indicato nel suo contratto specifico, per questo è importante che ne sia a conoscenza così da farsi valere quando necessario. Questo vale anche per un momento che per molti è davvero insindacabile, specialmente se si fa un turno che non prevede la sosta per mangiare. Il riferimento è alla pausa caffè o sigaretta al lavoro, momento che si prende per staccare la spina, oltre che per chiacchierare, se possibile, con un collega.

Molti non lo sanno, ma anche questa fase è disciplinata da un’apposita normativa (l’art. 8 del d.lgs. n. 66/2003), dove viene definita come un “modo per recuperare le energie fisiche e mentali, per consumare il pasto e per l’attenuazione di mansioni monotone e ripetitive”. Sulla base di quanto stabilito, questa è ritenuta un diritto quando l’orario di lavoro giornaliero supera le sei ore. A vlte, infatti, può bastare poco per distendere la mente e alleviare lo stress, così da tornare a svolgere i propri compiti con maggiore energia.

La pausa aiuta a recuperare energia – Icnews.it

Se si vuole sapere quanto debba durare la pausa caffè o sigaretta al lavoro è importante fare riferimento ai contratti collettivi, che possono essere differenti a seconda della categoria di appartenenza. Qualora non ci fosse alcuna indicazione specifica, questa può avere una durata di dieci minuti. E’ possibile in alcuni casi anche assentarsi dall’ufficio, come accade a chi decide di andare in un bar vicino per prendere un caffè, specialmente se in azienda non sono presenti le tradizionali macchinette.

Ma è possibile per il datore di lavoro vietare la pausa? Questo può accadere solo quando l’intervallo superi il periodo di tempo stabilito o nel regolamento aziendale. Se in questi non c’è alcun accenno a riguardo è possibile intervenire e spingere il lavoratore a riprendere la sua mansione solo se si è andati oltre i dieci minuti. E’ possibile ottenere una retribuzione per questo momento se è inferiore a quella tempistica, come quando ci si ferma per alleggerire il peso del lavoro o se la persona deve compiere alcune necessità fisiologiche.

Ilaria Macchi

Nata il 4 ottobre 1982 sotto il segno della Bilancia e, come tale, amante del bello (la moda è una delle mie passioni) e della giustizia. Sono laureata in Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano e ho maturato esperienza come giornalista su web, carta stampata e web TV. Appassionata di sport, calcio in modo particolare, Tv e motori.

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