Un particolare studio ha analizzato i costi per la Tari nei principali centri italiani: quali sono le città dove si paga di più per la tassa sui rifiuti.
Nei prossimi mesi, i cittadini dovranno provvedere al pagamento della Tari 2025, la tassa introdotta nel 2014 in sostituzione di quelle precedenti e che viene versata ai vari Comuni italiani per coprire i costi della raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani.
Questa imposta non ha dei costi uguali in tutta Italia, considerato che i Comuni applicano delle tariffe differenti. In alcune città, secondo una recente analisi, la Tari ha superato anche i 500 euro durante lo scorso alto, ben al di sopra della media nazionale che si è attestata a 337 per famiglia. Capiamo quali sono i centri della Penisola dove l’imposta ha un importo maggiore e dove, invece, si paga di meno.
Uno studio, condotto dalla Uil e realizzato dal Servizio stato sociale, politiche fiscali e previdenziali, immigrazione del sindacato, ha preso in esame le tariffe della Tari (Tassa sui rifiuti) nei vari comuni italiani per determinare i centri nelle quali l’importo dell’imposta è maggiore durante lo scorso anno.
Stando all’analisi, nel 2024, la media nazionale per il pagamento della tassa si è attestata a 337 euro a famiglia. Per quanto riguarda le città più care, in testa alla classifica si è piazzata Pisa, dove il costo medio per la Tari è stato di 595 euro a nucleo familiare, praticamente quasi il doppio rispetto alla media nazionale. Sul podio anche Brindisi e Trapani, dove rispettivamente ogni famiglia ha versato mediamente 518 e 511 euro. Nel 2024, hanno superato la soglia dei 500 euro anche Genova (508 euro) e Pistoia (504 euro). In sesta posizione troviamo Napoli (493 euro), seguita da Reggio Calabria (487 euro), Barletta (485 euro), Siracusa e Asti (481 euro) che completano la top ten delle città più care italiane. Roma e Milano si piazzano, invece, al 18esimo e al 19esimo posto con una spesa media rispettivamente di 326 e 306 euro.
La città più economica, secondo lo studio, è risultata essere La Spezia, dove mediamente ogni famiglia ha speso 170 euro per la Tari. Non hanno superato la soglia dei 200 euro anche: Brescia (195 euro), Novara (189 euro) e Belluno (186 euro). Tra le dieci città più virtuose in Italia per il costo della Tari rientrano anche: Ascoli Piceno (200 euro), Trento (202 euro), Macerata (204 euro), Vercelli (205 euro), Udine (211 euro) e Pordenone (214 euro).
Infine, dallo studio è emerso che la media dei costi per la Tari è stata nettamente differente tra Nord-Est e Sud Italia: nel primo caso il prezzo medio si è attestato a 278 euro per famiglia, mentre nel Mezzogiorno a 388 euro. Anche l’impatto della Tari sul reddito netto familiare è stato maggiore al a Sud e nelle Isole (1,34%), oltre il doppio rispetto al Nord-Est, dove si è registrata un’incidenza dello 0,64%. Il motivo, secondo Uil, sarebbe legato ad una serie di criticità del sistema di gestione dei rifiuti, come la carenza di impianti di raccolta e trasferimento, il persistente ricorso alle discariche per lo smaltimento ed i livelli poco soddisfacenti di differenziazione dei rifiuti.
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